31/01/2010

Aliens of the Deep

James Cameron è il regista del momento, lo si vede e lo si nomina ormai ovunque. Non solo all'interno delle testate giornalistiche specializzate, ma anche all'interno dei servizi di telegiornali o fra quotidiani che mai hanno trattato di cinema prima.
Rai1 ha approfittato di questo "resuscitato" interesse nei suoi confronti per trasmettere ieri sera, in tarda serata, il documentario Aliens of the Deep, diretto da Cameron insieme a Steven Quale, futuro assistente alla regia di Avatar.


p17-080229-o4.jpg
E sembra proprio che questa collaborazione fra i due sia stata la base per il futuro kolossal prodotto dalla Fox, perchè questo fanta-documentario condivide molte delle proprie basi con Avatar. Mica male per uno come Cameron che viene accusato di realizzare prodotti solo high budget, considerando che questo è un documentario quasi completamente privo di qualsiasi effetto speciale.
Aliens of the Deep, come dice già il nome, parla delle creature che popolano le profondità marine. Vivono in condizioni talmente estreme da meritarsi il soprannome di "alien" e, di conseguenza, attirare l'attenzione di Cameron. E' proprio la sua reazione a questo mondo acquatico che induce a riflettere in primis su di lui e successivamente sui punti fermi del suo Cinema, perchè si riesce a capire l'interesse verso il Titanic che lo ha spinto a girare quel film e la futura voglia di creare un mondo come Pandora in Avatar.
Perchè a guardare alcune immagini di questo documentario sembra veramente di essere già in mezzo alla flora del "pianeta blu" dove abitano i Na'vi, oppure di essere insieme al ricercatore Brock Lovett mentre scruta i resti del Titanic. A chi aveva chiesto a Cameron "cos'ha da rispondere a quei discorsi che si sentono riguardo al fatto che Avatar spinga al suicidio?" lui aveva risposto di farsi una passeggiata in mezzo ai boschi o comunque di passare più tempo in mezzo alla natura, e ora vedendo questo documentario mi appare chiara la sua risposta. 12111__aliens_l.jpg
E' dalla nostra Terra che Cameron ha preso spunto per creare fauna e flora di Pandora e la dimostrazione più lampante è proprio vederlo meravigliato come un bambino guardare le specie di pesci che si ritrova davanti, un po' come noi 5 anni dopo ci ritroviamo meravigliati a vedere un Banshee che vive nei monti Halleluja. Tutti i discorsi legati alla quasi impossibilità di vita a profondità così elevate e alla bassissima conoscenza che abbiamo di tali pesci sembrano quasi condurre a un solo discorso, ovvero "c'è da stupirsi anche qua da noi, senza per forza creare un intero mondo inventato al computer".
Le scene finali virtuali di un ipotetico incontro fra esseri umani e creature di Europa, poi, ripropongono nuovamente il tema dell'incontro fra umani e alieni, della loro possibile convinvenza e scambio reciproco di culture.
Un cortometraggio quindi che consiglio fortemente di vedere, sia per gli adulti che per i bambini -non dimentichiamoci  che è prodotto dalla Disney- e soprattutto a chi è interessato a James Cameron e al suo Cinema, perchè risulta un importantissimo pezzo di quel puzzle che rappresenta la sua intera filmografia.

19/01/2010

Avatar

avatar.jpgRegia: James Cameron
Sceneggiatura: James Cameron
Cast: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang

Questo mio scritto sarà sicuramente quello che i lettori reputeranno più antipatico di tutto il blog, ma me ne infischio.
La verità è che sono proprio "nauseato" dalla stoltezza del popolo italiano. E non mi riferisco solo a Roberto Faenza e al suo assurdo scritto "Questo Avatar uccide il cinema umano", perchè lui fra i tanti è quasi giustificato. Da sconfitto quale si sente -in modo stupido e insensato, ovviamente- cerca in tutti i modi di portare acqua al suo mulino, cercando di screditare con ogni mezzo questo film. D'altra parte il fatto che in italia la Critica non esista, non è certo una novità.
Mi riferisco anche e soprattutto a tutti quei discorsi senza nè capo nè coda che si sentono dagli spettatori che hanno già visionato il film e che, ergendosi a figure di grandi critici, si permettono di sminuire l'opera con motivazioni miserabili o al contrario a elogiarlo con altrettante motivazioni insensate. "Ah, che bella questa novità del 3D" si sente dire ogni tanto dalle persone intervistate appena uscite dal cinema. Novità del 3D?? Ma se il 3D esiste dagli anni '20?! E attenzione che non si riferiscono di certo al "Reality Camera System" ma proprio al fatto di mettere gli occhialini. "Ma veramente li devo mettere?" chiedeva un anziano signore davanti a me a sua moglie mentre entravamo in sala. "Ma và, io mica me li metto. Non voglio." aggiungeva poi. Come si fa a pensare di proporre un film come Avatar a questa gente? A chi non sa niente del 3D, a chi cerca di demonizzarlo per farlo passare per qualcosa da evitare assolutamente o ancora a chi lo elogia semplicemente perchè è la prima volta che lo vede e lo crede chissà quale novità.
La verità è che Avatar è un film stupendo, ma non lo è nè perchè è stato girato con il nuovo metodo inventato da Cameron nè perchè è in un "fichissimo" 3D. Al contrario, Avatar come già Titanic a suo tempo è un film che parla sostanzialmente di una storia d'amore, dove la lotta per Pandora -qui- e la catastrofe della nave -in Titanic- sono solo dei "contorni" alla storia dei due innamorati. Quindi, per favore, smettiamola di andare in giro a scrivere che "questo Avatar sembra Pocahontas" o Balla coi lupi o qualsiasi altro stramaledetto film che abbia una storia d'amore fra due persone non della stessa società.
Concentriamoci piuttosto su Jake e Neytiri e su come Cameron sia riuscito a creare un'altra stupenda e commuovente passione fra i protagonisti, riuscendo in qualche punto anche a superare, se così si può dire, quella già vista fra Jack e Rose. Il tormentone che nel Titanic era quel "ti fidi di me?" qua diventa un più profondo "ti vedo", come titola anche la canzone di chiusura "I see you" di Leona Lewis. Come dice il personaggio di Joel Moore a Jake, quel "ti vedo" non è semplicemente riferito al senso della vista, ma è usato dai Na'vi come riferimento all'anima del fratello che hanno davanti. Diventa quindi anche inutile citare le parole "ti amo" in questo film; questo saluto è in grado di comunicare molto di più senza cadere nelle due banali parole che si usano sempre nelle storie d'amore, e infatti non le sentiremo mai pronunciare. Quel "ti vedo" va molto più a fondo: l'amore che ci si dichiara va al di là dell'aspetto fisico e parte da dentro, come Cameron ci mostra nella magistrale scena in cui Neytiri salva Jake in forma umana. Vedere lei così "grande" e "diversa" da lui, che nelle sue braccia lui sembra quasi un bambino, le parole "ti vedo" pronunciate da entrambi acquisiscono una potenza incredibile. E' la vittoria dell'amore su tutto: non solamente sulla classe sociale come avveniva in Titanic, ma anche sulla razza e sugli usi e costumi di popoli diversi. Lei Na'vi, lui semplice uomo, eppure in quel "ti vedo" si percepisce tutto l'amore che due esseri viventi possono provare l'uno per l'altro, a prescindere da qualsiasi altro aspetto. Quella scena è una delle tante che per emozioni varrebbe da sola il prezzo del biglietto e la sola visione di Avatar, ma c'è di più.
Come già accennavo nel mio precedente articolo sul 3D al cinema, ora posso ribadirlo: non è l'effetto in sè a essere sensazionale, ma è il come lo si usa. Cameron ne fa un uso diegetico, inserendo i suoi più spettacolari effetti in tre dimensioni quando Jake inizia a camminare su Pandora tramite il suo avatar. E' veramente interessante notare come nel mondo umano gli effetti si riducano a semplici effetti di profondità, mentre invece su Pandora vengono utilizzati per stupire lo spettatore e farli esclamare "ooooh!" -e sì, in quei momenti si torna tutti bambini come cantava Povia-. La bellezza del pianeta blu appare a Jake così come appare allo spettatore tramite il 3D, riuscendo in quello che è forse l'aspetto più difficile al cinema: abbattere le distanze fra spettatore e film per immedesimarlo completamente nell'opera. Sotto questo punto di vista, ormai sembra banale dirlo ma credo sia bene farlo comunque, Avatar è sicuramente il miglior film in 3D mai realizzato.
Per quanto riguarda invece il mondo creato da zero è incredibile il lavoro che si è inventato Cameron. All'interno del film, oltre alla gran quantità di nomi e termini usati per i Na'vi e per i loro luoghi, è possibile notare un'infinità di piccoli particolari che il regista inserisce di tanto in tanto fra una scena e l'altra. Talmente tanti che alcuni non vengono neanche spiegati, il che fa seriamente pensare che nella testa di Cameron ci sia molto di più di quello che ci ha mostrato. E questo è bellissimo perchè conferma la passione e l'amore che ha messo dentro questo suo progetto: non è solo la voglia di creare un nuovo "baraccone in 3D", come qualche ignorante l'ha definito, ma di creare un nuovo mondo intero fatto di popoli con usanze loro uniche.
Infine, per parlare della regia, questo Avatar è pieno di immagini girate divinamente. Su tutte sicuramente la già citata scena del salvataggio del corpo di Jake, ma il film ne è veramente pieno. Da quando si atterra su Pandora si ha la costante sensazione che Cameron voglia stupirci sempre di più di scena in scena, passando da prima a inquadrare la bellissima flora per poi stravolgerla completamente con incidendi ed esplosioni di vario tipo. Ma le scene più ad effetto sono invece -ancora- quelle più intime, come il passaggio di Jake ad abitante del Popolo, dove Cameron utilizza un bellissimo campo lungo ad inquadrare tutti i Na'vi che si toccano per una spalla, ad indicare la loro unione, il loro sentirsi "fratelli". O ancora la scena in cui Jake e  Neytiri decidono di stare insieme, in un campo incantato che sembra quasi un momento di una favola di Walt Disney, o ancora le preghiere che tutti i Na'vi insieme invocano per salvare il corpo ormai morente della dottoressa Grace. Di scene eccezionali come queste ne è pieno Avatar, e se le elencassi tutte molto probabilmente finirei per descrivere l'intero film.
Evito quindi di farlo con l'invito di andarverlo a vedere, se ancora non l'avete fatto, perchè un'esperienza come questa non tornerà più. Certo, magari in futuro si arriverà alla creazione del 3D anche per l'home video, ma per il momento Pandora così come Cameron l'ha inventata la vedrete solo al cinema.
E uno spettacolo del genere non va assolutamente perso.
763499853_3.gif763499853_3.gif763499853_3.gif763499853_3.gif763499853_3.gif

22/12/2009

Riflessioni sul cinema 3D e Avatar di James Cameron

Il 3D al cinema. Boiata o idea geniale?

avatar_2.jpg


Mi convinco sempre di più che non sia possibile dare una risposta "secca" a questa domanda.
La tecnica che in assoluto riesce a catturare di più l'attenzione degli spettatori è senza dubbio la così detta "motion capture"; ovvero si prende un attore, gli si fanno fare determinati movimenti ed espressioni facciali, si registra il tutto al computer e poi lo si riproduce sul grande schermo.
Questo ha permesso a Zemeckis, per esempio, di utilizzare il famoso attore Tom Hanks in più ruoli differenti all'interno del suo film Polar Express, così come ha recentemente fatto con Jim Carrey nel bellissimo A Christmas Carol.
Ora, qua ci sarebbe già la prima domanda: ed è una bella cosa tutto questo?
Ovvero: se hai un attore in carne ed ossa che recita per te, per quale motivo dovresti riprodurlo al pc e far recitare lui? Perchè così è più "figo"?
Il motivo, se veramente esiste, deve essere un altro.
Di tutti i film realizzati con elementi in 3D, quindi non completamente costruiti con questa tecnica, nessuno di loro mi ha mai colpito favorevolmente. In ognuno la sensazione che ho ricevuto è sempre stata la stessa, ovvero che il film senza quegli effetti avrebbe avuto lo stesso valore. O meglio, l'unica sensazione in più semmai era quella di un lieve stupore nel vedere un oggetto in "primo piano" rispetto agli altri, ma nient'altro.
Il 3D è quindi inutile ai fini prettamente cinematografici?
Leggere una dichiarazione di Zemeckis mi ha fatto dubitare maggiormente, ve la riporto:

Zemeckis ha detto che la nuova tecnologia [motion capture] riprende
quello che è stato fatto nel passato e lo aggiorna, permettendo così
di creare un posto dove i personaggi sembrano più realistici.avatar_4.jpg

e ancora:

"Sebbene alcune delle precedenti versioni [di Canto di                      
Natale] sono meravigliose, tenendo presente gli attrezzi che
avevano a quei tempi, se oggi leggiamo il racconto ci rendiamo
conto che è abbastanza allucinogeno, molto cinematografico.
Adesso abbiamo finalmente gli strumenti per tirare fuori quello che
ha scritto Dickens".

(tratto dal sito mymovies.it)

Detto così, sembrerebbe quasi che Zemeckis ci stia dicendo "Se è usato per parlare di qualcosa di fantasy, che quindi è inesistente per definizione, allora è bene farlo nel modo più spettacolare possibile."
Ecco, su questa definizione mi trovo d'accordo. Se il fine del 3D è veramente quello di stupire, allora deve essere usato per tutto ciò che è impossibile vedere  nella realtà dei nostri giorni, come per esempio un viaggio nel tempo o un uomo che vola.
E allora sì che queste nuove tecnologie saranno usate per un fine cinematografico e non solamente perchè "fa figo".

 

avatar_1.jpgTutti questi discorsi portano ovviamente ad Avatar e a quello che ci si aspetta da lui. James Cameron dice di aver avuto in mente questo film da sempre, ma che realizzarlo anni fa era impossibile perchè "non esisteva ancora una tecnologia che lo permettesse". Si dice che i mezzi per crearlo siano stati inventati da zero perchè il semplice motion capture era per Cameron troppo limitante; ha inventato la "Reality Camera System" e con quella ha girato tutto il film.
Si tratta quindi di un progetto estremamente interessante perchè non solo si propone come film assolutamente innovativo, ma dato che sarà girato per metà con attori "in carne ed ossa" e per metà con ambienti completamente creati al computer si potrà finalmente capire il vero potenziale del 3D. E' veramente limitato solo ed esclusivamente alle scene più fantasy? Ci sarà dunque da aspettarsi una prima parte di film noiosa o priva di alcun interesse? Dovremo aspettare di entrare nel cuore dell'azione per vedere finalmente il film rivoluzionario che aspettiamo?
Lo scopriremo solo il 15 gennaio. Noi italiani, intendo. Perchè nel resto del mondo è già uscito il 18 dicembre e ha già totatilizzato 27 milioni di incasso solamente il primo giorno.
Da parte mia do piena fiducia a James Cameron e al suo staff. I suoi precedenti lavori, sia in ambito di effetti speciali che di "semplici emozioni" sono stati sempre di altissimo livello, ed è una gioia sentire che anche James Horner, già direttore della colonna sonora del Titanic, sia tornato a collaborare con lui per la realizzazione di questo film.

 

 

I motivi per cui aspettare Avatar sono quindi molti. Speriamo di non rimanere delusi.