25/10/2010
Buried
Regia: Rodrigo Cortés
Sceneggiatura: Chris Sparling
Cast: Ryan Reynolds
E' il film più chiaccherato del momento, quindi mi diverto anche io a spenderci su qualche parola.
Come ormai da tempo si è capito, il Sundance film festival è sempre fonte di interessanti film. The Blair Witch Project e Donnie Darko, giusto per dirne due, vengono tutti da questo strepitoso festival del cinema indipendente. Nel caso di Buried a risultare interessante non è solo la trama in sè, ma anche il modo in cui è stata poi realizzata. L'unico protagonista infatti si ritrova ad avere come unico spazio la bara stessa in cui si trova, e lo spettatore con lui ci rimarrà fino alla fine vista la totale assenza di altri luoghi in cui il film si sviluppa. A questo punto la domanda sarà venuta spontanea a tutti: ma funziona questo modo di girare?
Sì, funziona. Principalmente perchè la trama ha modo di svilupparsi nel corso di tutta la sua durata grazie all'espediente del cellulare che Paul Conroy si ritrova appena sveglio, di conseguenza il film torna ben presto sui binari del "normale". Vengono aggiunti infatti nuovi personaggi di ogni tipo, dai familiari del protagonista agli operatori del numero d'emergenza 911, tutti al servizio del regista per permettergli di variare "il tema" quel tanto che basta per non ritrovarsi con l'unico protagonista a cercare di scappare per 1 ora e mezza.
Detto questo, rimane da chiedersi se il film è una valida visione e perchè.
Personalmente, ho trovato interessante tutta la parte iniziale in cui Paul non riesce a trovare nessuna delle persone che cerca. In un modo come il nostro dove ormai si è raggiungibili ovunque grazie al cellulare o a internet, nei momenti di grave urgenza sembra quasi che il regista Cortès ci faccia capire come tutti questi mezzi si rivelino completamente inutili. C'è chi risponde ma non ha tempo di parlare perchè deve andare al mercato, chi ha lasciato una segreteria telefonica che non aiuta esattamente come se non ci fosse o addirittura centralini che si dilungano in una serie di "rimbalzi" fra un operatore e l'altro dimenticando che dall'altra parte del telefono c'è qualcuno che vuole solo una risposta. Tutta questa serie di disavventure provoca addirittura qualche risata, ma li ho trovati comunque interessanti per una piccola riflessione.
Secondariamente, i discorsi sulla sicurezza dei civili in Iraq, seppur solo accennati, sono ugualmente sufficienti per dare un po' di spessore a Buried. Che è di fatto una cosa notevole se si pensa che, invece, il film nel suo inizio e nelle sue intenzioni prometteva di tutto fuorchè tirare in ballo l'america e il modo in cui conduce le sue guerre. Non dimentichiamoci fra l'altro che il regista è spagnolo, quindi non stiamo parlando di un americano che si sente di parlare dei problemi del proprio paese perchè li sente sulla propria pelle.
Concludendo, direi che è stato un film interessante da guardare. Dal punto di vista dell'innovazione a guardare bene, a dispetto delle premesse, c'è veramente poco, ma ha comunque dei buoni aspetti che ne giustificano una visione. Non ha momenti di calo ed è coerente con l'idea che il regista si era dato, tanto basta per consigliarne la visione.





16:00
Scritto da: mgz82
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